Sup Yoga

“La differenza più grande tra una classe in studio e sull’oceano si trova nel diverso grado di libertà”

Spiega Tiefenthaler.

La storia del SUP, (Stand Up Paddleboarding) è antichissima.

Le antiche culture Africane e dell’America del Sud costruivano tavole fatte di canne di bambù spinte da un lungo bastone. Le utilizzavano per pescare, cacciare, raggiungere i villaggi vicini e persino per divertimento, cavalcando le onde.

In tutto il mondo da migliaia di anni il paddleboarding è stato un metodo di trasporto pratico e semplice e anche in Italia ritroviamo le gondole veneziane simbolo della città.

Il Sup è stato poi applicato allo sport soprattutto dall’ultimo decennio, prima alle Hawaii poi diffuso nel resto del mondo.

Sup Yoga

Nel 2011 Sarah Tiefenthaler, insegnante Yoga californiana, ha pensato di unire i benefici della disciplina Yoga, praticata da millenni per trovare l’unione di mente, corpo e spirito a quelli dell’acqua.

Posizioni, sequenze e tecniche di respiro, si possono esercitare sullo Stand up paddle, un nuovo approccio alla meditazione e un vero e proprio allenamento completo che dona una sensazione completamente diversa rispetto alla pratica a terra.

Il livello di concentrazione su un SUP è più alto e la capacità di abbandonare ogni forma di controllo, ci aiuta a sviluppare un forte senso del presente.

Sup Yoga stimola un nuovo equilibrio, il corpo dopo pochi minuti comincia a “registrare” i movimenti della tavola e li asseconda mantenendo sempre attiva la muscolatura profonda di tutto il corpo.

Consiste sia nel remare che nel rimanere immobili ad osservare l’equilibrio del corpo e il respiro, nelle posture e nelle sequenze di esse, nella meditazione e nel divertimento e leggerezza nelle cadute in acqua.

Sup Yoga si può praticare in mare, al lago o anche in piscina.

Sup Yoga

Personalmente sono stata fortunata nel formarmi in questa disciplina con colui che l’ha portata in italia, Enrico De Luca, e nella cornice della meravigliosa Ischia, nella spiaggia dei Maronti.

Una disciplina capace di unire lo sforzo fisico alla meditazione in panorami meravigliosi, capace di mantenere la mente libera e nello stesso tempo assorta nel presente. I benefici di praticare all’aria aperta, in acqua, sotto ai raggi del sole fa di questa pratica un’esperienza di profonda conoscenza di sé, divertimento e condivisione!

“Appena lasciata la terraferma è possibile abbandonare tutte le preoccupazioni e i pensieri mentre si galleggia dolcemente sull’acqua. Fare yoga sull’oceano è un’esperienza completa che coinvolge corpo, mente e spirito. Il fisico è messo alla prova nella costante ricerca di equilibrio, rafforzando la muscolatura profonda. La mente si rilassa lasciando a riva lo stress quotidiano, mentre il sole e la brezza marina deliziano la pelle. Inoltre non c’è nulla di più bello che abbandonarsi alle onde durante il rilassamento finale distesi sulla tavola”. Spiega Tiefenthaler.

Melissa Ceroni, insegnante Sup Yoga.